06/11/2010

23 anni dal successo del referendum popolare contro il nucleare

Il prossimo 8 novembre ricorrono i 23 anni dal successo del referendum popolare che ha abolito il nucleare in Italia.

Oggi, purtroppo, un gruppo di affari economico-politico ha deciso di riportare il nucleare in Italia. I sostenitori della nuova campagna pro- nucleare, infatti, hanno una visione cieca e non fanno i conti con i gravi problemi rimasti irrisolti dell’energia nucleare, come lo smaltimento delle scorie, l'alto costo dell'energia, la sicurezza e il rischio di uno stretto legame tra nucleare civile e militare. Mentre in tutto il mondo ci si interroga su come disfarsene in Italia il Governo Berlusconi decide di fare un deciso passo indietro.Il nucleare non garantirebbe all’Italia l’autonomia energetica, poiché si basa su una risorsa scarsa: l’uranio. La maggior parte dell’uranio – indispensabile per la fissione – si trova infatti in Canada, Russia, Nigeria, Namibia, Stati Uniti e Australia: l’Italia dovrebbe comunque importarlo.Inoltre le riserve esistenti di uranio ci darebbero un’autonomia non superiore ai 60 anni. Sarebbe questa la soluzione?Il nucleare non è più economico delle altre forme di produzione dell’energia: nei costi per kwh vanno infatti inseriti i costi per lo smaltimento delle scorie e soprattutto i costi di smantellamento delle centrali al termine del loro ciclo produttivo. Senza contare i costi relativi ad eventuali malfunzionamenti e alla militarizzazione dell’area dove sorge l’impianto: una centrale nucleare è infatti un obiettivo sensibile.Il nucleare espone il territorio a rischi gravissimi in caso di incidente, in modo particolare nel caso di un paese sismico come l’Italia. Il nucleare cosiddetto “sicuro” sarà forse disponibile nel 2030. Per non parlare dell’impossibilità di avere standard di evacuazione davvero sicuri in un paese - come l’Italia – che ha zone ad altissima densità abitativa.Inoltre, non esiste un modo sperimentato di smaltire le scorie nucleari: alcuni isotopi dell’uranio restano radioattivi per centinaia di migliaia di anni.

In questa giornata vogliamo ancora una volta ribadire la netta contrarietà all’ utilizzo energia nucleare nel nostro paese ed una forte richiesta di investire di più e meglio sulle fonti di energia rinnovabile. Tutelando il pianeta si tutela la nostra salute e quella dei nostri figli.

Brindisi 06-11-2010 Presidente Provinciale Verdi per la Costituente Ecologista Brindisi

Daniele Massaro

21:12 Scritto da: verdilatiano | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie |  Facebook

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